il mazzo
Le parole del gioco
Che cosa può uscire sulla carta: quante parole ci sono, da dove arrivano, come cambiano con il livello e quanto spazio hanno i nomi propri. Le regole della partita stanno invece in Come si gioca.
Che cosa c'è nel mazzo
Poco più di ventitremila forme flesse del vocabolario italiano: un archivio morfologico universitario ordinato per frequenza d'uso reale, allargato a mano dove un corpus di sottotitoli lascia buchi — piante e animali, mestieri e attrezzi, cucina, arti, lessico letterario; quasi mille nomi propri fra geografia, personaggi — cinema, musica, sport, arte, scienza — politici, eventi storici, opere e sigle; trecento modi di dire.
I livelli
- Facile: le parole di tutti i giorni — casa, cibo, corpo, animali, scuola — e i nomi propri che conoscono tutti.
- Medio: si allarga al vocabolario corrente, mestieri e attrezzi, natura e geografia, cucina, medicina, musica e sport.
- Difficile: la coda rara del vocabolario, più le voci letterarie — sussiego, guazzabuglio, pedissequo.
- Misto: le tre fasce a rotazione, una per ciclo, così la partita resta equilibrata anche se dura poche parole.
Maschili, femminili, singolari, plurali
Le parole escono flesse: accanto a cavallo girano nel mazzo anche cavalla, cavalli e cavalle. Genere e numero si leggono dalla parola stessa, e valgono: la risposta conta solo nella forma esatta che compare sullo schermo. Chi preferisce una partita più morbida può scegliere solo forma base nelle impostazioni, e allora escono soltanto maschili singolari.
I modi di dire
Sono trecento e non escono mai fra le carte normali: arrivano solo con il raddoppio, insieme ai nomi propri di più parole. Asso nella manica, aurora boreale, muro del suono: due o tre parole, e valgono il doppio.
Quanti nomi propri escono
Pochi, e mai a grappoli. In una partita esce al massimo un nome proprio per categoria, e la geografia — città, nazioni, fiumi, monti, laghi, mari — conta come una categoria sola. Le altre sono personaggi, politici, eventi storici, opere e sigle: DNA, USB, ONU, TAC.
Chi non li vuole affatto può scegliere solo vocabolario nelle impostazioni.
Nomi e cognomi
Delle persone può uscire anche il solo cognome: Einstein vale una carta normale, mentre Albert Einstein resta nel mazzo del raddoppio. Vale la regola di sempre, una parola sola fra le carte normali e più parole col raddoppio, quindi i cognomi con la particella — Van Gogh, De André, De Gaulle — valgono anche loro due punti. Le due forme di una stessa persona non escono mai nella stessa partita.
Il cognome da solo esce però solo per chi è notissimo: Obama, Merkel, Maradona, Guccini. Per gli altri resta il nome intero, perché se già Grazia Deledda non è immediata, Deledda lo è ancora meno. Manca anche dove nessuno lo userebbe — Dante Alighieri per tutti è Dante, Papa Francesco non ha un cognome giocabile — e dove sarebbe già una parola del vocabolario: Verdi, Volta, Leopardi.
Da dove arriva il lessico
Nucleo del lessico e categorie grammaticali da Morph-it! di Marco Baroni ed Eros Zanchetta (CC BY-SA 2.0); frequenze d'uso da FrequencyWords su corpus OpenSubtitles (CC BY-SA), con integrazioni redazionali.